Come velocizzare un sito web

Come rendere più veloce un sito e migliorare l’esperienza di navigazione dell’utente

Come velocizzare un sito web è una domanda che chiunque crea o gestisce un sito dovrebbe porsi. Infatti la velocità di caricamento di un sito è fondamentale soprattutto perché migliora l’esperienza di navigazione, aumentando il tempo di permanenza (e quindi aumentando esponenzialmente anche le possibilità di conversione). Contrariamente un sito molto lento ad aprire le pagine, con immagini e contenuti che non si caricano rapidamente, sarà abbandonato molto presto dal visitatore, probabilmente per non tornarvi più.

Ma c’è un altro aspetto per cui le performance prestazionali di un sito non andrebbero sottovalutate: la velocità di caricamento è un fattore di ranking, che influisce quindi sul posizionamento SEO, anche se non sappiamo esattamente in che misura,

Vediamo quindi come intervenire per velocizzare un sito e ottenere vantaggi sia nei confronti degli utenti che del robot di Google.

Strumenti di analisi

Prima di vedere come velocizzare un sito, dobbiamo analizzare la situazione di partenza per capire se il nostro sito presenta o meno delle criticità in termini di velocità e, se si, quali.

A mio avviso lo strumento migliore per analizzare la velocità di un sito è PageSpeed di Google, che in modo semplice ed immediato assegna un punteggio da 0 a 100 sia alla versione desktop che a quella mobile, indicando le regole rispettate per ottimizzare la velocità di caricamento di un sito e i suggerimenti per migliorarla: in poche parole è Google stesso a dirci come velocizzare un sito web, quali delle sue linee guida sono state seguite e quali meritano più attenzione.

Impossibile poi non citare GTmetrix, che rispetto a PageSpeed offre informazioni molto più precise e dettagliate. Per questo motivo però è anche uno strumento più tecnico e quindi non adatto a tutti. Il consiglio è quindi di analizzare i vostri siti con PageSpeed ed effettuare le ottimizzazioni suggerite dal tool. Potrete poi usare Gtmetrix per un ulteriore riscontro.

I parametri che incidono sulla velocità di un sito

Hosting

Può sembrare banale ma l’hosting è il primo fattore che influisce sulla velocità di caricamento. Ormai si trovano molte offerte sul mercato e spesso si pensa che un hosting low cost sarà più che sufficiente: sbagliato! Soluzioni del genere possono andare bene per un blog personale e per un progetto senza grandi pretese, ma per un professionista o un’azienda che vogliono investire sul web come fonte di guadagno, sarebbe una scelta miope risparmiare 30 o 40€ all’anno per ritrovarsi un sito lento e magari a rischio di attacco da parte di virus o malware.

Vista la vastità di soluzioni proposte sul mercato  le molteplici esigenze, diventa difficile suggerire un fornitore di hosting universale: il consiglio è quello di confrontare bene i vari piani, leggere le recensioni online e non avere paura di spendere poche decine di euro in più per acquistare un servizio di hosting professionale.

Ottimizzazione delle immagini

Un errore che commettono in molti nella creazione di un sito è quello di non ottimizzare le immagini e non parlo dell’ottimizzazione lato SEO di nomi file, titoli e alt tag. Nella ricerca di soluzioni grafiche ad alto impatto visivo, spesso si cercano temi elaborati e accattivanti, con slide e immagini pesantissime e lente da aprire.

Una pagina web non è un album fotografico e, soprattutto in considerazione del numero sempre crescente di accessi da mobile, dobbiamo trovare un giusto compromesso tra la qualità dell’immagine e la velocità di caricamento: in generale un’immagine non dovrebbe superare i 50 kb (per slide o immagini di dimensioni maggiori) ed è sempre meglio preferire il formato .jpg rispetto al  .png che offre immagini con maggiore qualità, ma più pesanti.

I CMS offrono molti strumenti per la compressione delle immagini, limitando al minimo la perdita di qualità. Per esempio su WordPress segnalo WP Smush o EWWW Images Optimizer, PrestaShop ha un sistema interno di compressione chiamato rigenerazione miniature (che però impiega molte risorse ed è molto difficile completare l’operazione se si dispone di hosting con prestazioni standard), ma il mio consiglio è di caricare immagini già ottimizzate per il web, limitando l’uso dei plugin solo a quelle già caricate, come file del tema e simili. Per ottimizzare le immagini esistono programmi appositi sia desktop (per esempio Caesium) che online, oppure si può comprimere la qualità dell’immagine direttamente con Photoshop. Facciamo vari tentativi, cercando la compressione massima e una qualità accettabile.

Utilizzo della cache

L’utilizzo della cache permette di fornire agli utenti una copia statica del sito o delle pagine visitate più frequentemente, piuttosto che riscaricare ogni volta tutti i contenuti, permettendo un grande risparmio di risorse. Possiamo decidere quali contenuti salvare in cache e per quanto tempo e quando cancellarla automaticamente (per esempio quando viene pubblicato o aggiornato un post).

Anche qui i CMS offrono molte soluzioni per la gestione della cache, sia native che implementate tramite plugin esterni. Se parliamo di WordPress il plugin più completo è sicuramente W3 Total Cache, che offre un numero di opzioni veramente elevato. Allo stesso tempo però c’è il rischio di toccare dei parametri che anziché migliorarle, vadano a peggiorare le prestazioni del sito, o addirittura a renderlo irraggiungibile. Quindi il consiglio per i meno esperti è di consultare una delle tante guide per la configurazione di questo plugin e testare bene ogni funzione. Una validissima alternativa è WP Fastest Cache, un plugin più recente ma che ha avuto un grande successo grazie alla sua velocità e semplicità di configurazione. Esiste in versione free e premium, ma già con la versione gratuita saremo in grado di ottenere buoni risultati nella gestione della cache del vostro sito.

Molti hosting professionali offrono dei sistemi avanzati di gestione della cache direttamente lato server: in questo caso generalmente non è necessario nessun plugin, che anzi potrebbe creare dei conflitti. Bisogna verificare di volta in volta la situazione, a seconda dell’hosting in uso.

Infine, è possibile gestire il caching delle risorse direttamente modificando il file .htaccess, in questo caso però potrebbe essere complicato se non hai esperienza nella modifica del file. Salva sempre una copia di backup da ripristinare in caso di problemi, o il tuo sito potrebbe diventare inaccessibile.

Compressione e minificazione

Strettamente legate alla gestione della cache sono anche la compressione dei file e la minificazione del codice, al punto che molti plugin di caching gestiscono anche questi aspetti. La compressione gzip dei file ne riduce le dimensioni, permettendo di caricarli più velocemente; allo stesso tempo la minificazione del codice HTML, CSS e Javascript riduce le dimensioni delle pagine, con i medesimi benefici. Se generalmente la minificazione del codice HTML non comporta problemi, spesso lo stesso non si può dire di CSS e JavaScript: a seconda di come sono codificati i template grafici, potrebbero non essere visualizzati correttamente, o addirittura non funzionare. In questo caso è possibile provare a combinare  il codice senza comprimerlo. In ogni caso dovrai eseguire vari test quando attivi questa opzione, per verificare la perfetta funzionalità del sito.

La compressione gzip invece avviene direttamente sul server, prima che i file vengano inviati per il download: non tutti i server supportano questa funzione (generalmente tutti i server Apache), quindi verifica prima con il tuo fornitore di hosting. Anche in questo caso la compressione gzip può essere attivata direttamente lato server, attraverso il file .htaccess o internamente al CMS.

Conclusioni

Abbiamo visto come velocizzare un sito web: queste sono le varie opzioni che devi tenere in considerazione per migliorare l’esperienza dei tuoi utenti ed avere anche benefici in SERP. Google PageSpeed segnala anche la presenza o meno di reindirizzamenti: è evidente che ogni redirect aumenta il tempo di caricamento della risorsa finale, quindi è bene utilizzarli solo lo stretto indispensabile.

Molto spesso Google PageSpeed segnalerà di ottimizzare delle risorse esterne, ma questo è impossibile: tali messaggi possono tranquillamente essere ignorati. Non è importante arrivare a 100/100, quanto fare tutto il possibile per offrire un’esperienza utente piacevole, senza fossilizzarsi su numeri e punteggi.

Se conosci altri metodi per velocizzare un sito web e vuoi esprimere la tua opinione, un parere o una critica su quanto scritto, puoi farlo tranquillamente commentando questo articolo: sarò felice di rispondere e confrontarmi su queste tematiche.

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